Le campane delle chiese lucchesi

Per ricostruire le vicende delle campane recuperate dalla Missione italiana per il recupero delle opere d’arte in Germania nel 1947, iniziamo dalle descrizioni che se ne danno in L. Banti, G. Castelfranco (a cura di), Catalogo della Mostra delle opere d’arte recuperate in Germania, Villa Farnesina, Roma, 1947:

32. Campana. – Bronzo; peso kg 938.
A rilievo, in alto, ornato a drappeggio; in basso, busto di S. Vincenzo e l’iscrizione: «D.O.M. ac D. Vincentio M. dicata aere confraternitatum ac sumptu populi de Verciano aucta a.D. MDCCCXCII». Fonditore: Raffaello Magni, Lucca.
Dalla chiesa di S. Vincenzo a Verciano, Lucca.

33. Campana. – Bronzo.
A rilievo, in alto, festoni sorretti da putti. In basso Crocifissione e, sotto: «Ecce Dominus fugite partes adversae. A fulgure et tempestate libera nos Domine». Dal lato opposto Madonna col Bambino, al disotto: «Sancta Maria ora pro nobis. Rifusa e accresciuta a spese del popolo e dell’opera l’anno MCMXX».
[Particolare della Crocifissione. Dalla chiesa di San Bartolomeo a Ciciana]

34. Campana. – Bronzo, peso kg. 328,500.
In alto, ornato a colonnine; in basso quattro figure di Santi. Sotto a S. Giuseppe: «O Giuseppe sposo a Maria soccorrici nel di della morte» e, dalla parte opposta: «Proprietà del popolo di Lunata 1899».
Dalla chiesa di [San Frediano a] Lunata, Lucca.

35. Campana.  – Bronzo; peso kg. 288.
A rilievo, in alto, festone sormontato dall’iscrizione: «proprietà del popolo di S. Vito fusa l’anno 1881 Patrizio Fratini rettore». In basso, da un lato la Crocifissione e l’iscrizione: «Suono ben se son sola – meglio ancor se a coppia sono – se m’unisco a tutte il suono – molce il cor l’alma consola». Da lato opposto, sotto a S. Filomena: «A onore e lode di S. Filomena il mio suon s’ode». Fonditore: Lorenzo Lera.
Dalla chiesa di San Vito, Lucca.

36. Campana. – Bronzo.

A rilievo, da un lato, sotto alla figura di Leone XIII, l’iscrizione «Nella fausta ricorrenza del giubileo pontificale del glorioso Leone XIII il popolo di Formentale l’anno MCMIII rifuse a aumentò coi risparmi dell’opera ottenuti dal 1869 al 1892 dall’operaro Massimo Riggi auspice il Sac. Domenico Lencioni rettore». Dall’altro lato, sotto a S. Batolommeo: «Sancte Bartholomaee et Aloysi propitii nobis estote. Raffaello Magni e figli premiati fonditori in Lucca fusero campane N. 1212».
[Dalla chiesa di San Bartolomeo a Formentale]

Il catalogo della mostra, curato da Luisa Banti per la parte archeologica e da Giorgio Castelfranco per quella storico-artistica, riporta le suddette descrizioni delle campane, purtroppo però, senza fotografie. È stato possibile reperire le immagini fotografiche dal catalogo della più recente mostra allestita presso il Museo Casa Rodolfo Siviero: Quando ritrovo qualcosa di bello… croci, campane e altri oggetti liturgici, 28 gennaio – 25 aprile 2012.

Andiamo adesso a ricostruire le vicende storiche di queste campane, legate agli eventi della Seconda Guerra Mondiale.

Nell’aprile del 1942 un regio decreto autorizzò il Sottosegretariato di Stato italiano per le Fabbricazioni di Guerra a procedere alla requisizione delle campane allo scopo di rifonderle per la fabbricazione delle armi. Nel 1943, quelle di maggior valore storico o di maggior pregio vennero catalogate e preservate, mentre le altre vennero portate in alcuni depositi dall’ENDIROT (Ente Distribuzione Rottami). Alcuni di questi depositi, però, dopo l’8 settembre 1943, vennero trafugati dai nazisti, i quali presero le campane allo scopo di riutilizzarne il metallo per scopi bellici.

Quelle che erano state “scartate” dai nazisti, alla fine della guerra si trovavano ancora nei suddetti depositi. Per questo motivo il Ministero dei Trasporti istituì un ufficio per il ripristino delle campane, cosicché queste venissero ricollocate oppure fossero risarcite le chiese che ne erano rimaste prive.

D’altro canto, sette campane integre vennero ritrovate nella caserma di Von der Tann a Regensburg. Insieme a cinque campane di chiese del territorio lucchese, ve ne erano altre due, provenienti dal Molise, precisamente da Castelpetroso (Campobasso) e da Roma. Confluite al Central Collecting Point di Monaco, quelle toscane vennero restituite nel 1947, le altre tornarono solo più tardi.

Così, con il primo carico di opere che venivano restituite all’Italia nell’agosto del 1947, insieme ai capolavori di Napoli, Pompei, Ercolano, trafugati da Montecassino, ma anche di Firenze e Venezia, vi erano le cinque campane delle chiese lucchesi.

Rodolfo Siviero insieme ad uno degli ufficiali della MFAA, Edgar Breitembach, su un camion carico di opere pronte per essere riportate in Italia. Oltre alle casse contenenti le opere dei musei napoletani trafugate da Montecassino (da notare la scritta sulla cassa posta in verticale, al centro), il carico conteneva anche una delle campane che vennero prese dai nazisti da chiese nei dintorni di Lucca per essere rifuse. Era l’agosto 1947 e la campana nella foto si è ricostruito essere quella proveniente dalla chiesa di San Bartolomeo a Formentale.

Per questo primo nucleo di opere recuperate in Germania, venne organizzata quella che sicuramente fu la mostra di maggior successo tra quelle organizzate da Rodolfo Siviero. Inaugurata il 9 novembre del 1947, trovò, nelle fastose sale dell’Accademia dei Lincei presso la Villa Farnesina a Roma, una splendida cornice, in cui le opere e gli oggetti recuperati dialogarono con le forme architettoniche rinascimentali e gli affreschi circostanti fino al giugno del 1948, prima di essere restituiti alle loro sedi di provenienza.

Le campane vennero restituite alle comunità da cui erano state sottratte.

Le si possono vedere e sentir suonare ancora oggi nei campanili delle chiese lucchesi. Fanno eccezione le due campane indicate nel catalogo della mostra del ’47 coi numeri 32 e 33: la prima, con l’abbattimento del pericolante campanile della chiesa di San Vincenzo a Verciano, venne rifusa negli anni ’50 per realizzare le campane che oggi risuonano dall’attuale torre campanaria; la seconda, invece, venne rifusa e rifatta con le stesse figure ed iscrizioni, quindi ricollocata nel campanile della chiesa di San Bartolomeo a Ciciana.

Bibliografia

E. Accorsi, a cura di, Arte e fotografie negli archivi di Giorgio Castelfranco e Rodolfo Siviero, catalogo della mostra, Museo Casa Rodolfo Siviero, Firenze, 21 gennaio – 28 febbraio 2017, Pacini Editore, Pisa, 2017.

L. Banti, G. Castelfranco, a cura di, Mostra delle opere recuperate in Germania, Villa Farnesina, Roma, 1947, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1947.

F. Bottari, Rodolfo Siviero. Avventure e recuperi del più grande agente segreto dell’arte, Castelvecchi, Roma, 2013.

D. Corsini, A. Tori, a cura di, Quando ritrovo qualcosa di bello… croci, campane e altri oggetti liturgici, catalogo della mostra, Museo Casa Rodolfo Siviero, Firenze, 28 gennaio – 25 aprile 2012, Centro Stampa Giunta Regione Toscana, Firenze, 2012.

Fonti archivistiche

ACBB (Archivio Castelfranco, Biblioteca Berenson), Serie Professional III. 09, taccuino di G.C. durante la Missione italiana per il recupero delle opere d’arte in Germania, The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies, Villa I Tatti, Firenze.

NARA, Records Concerning the Central Collecting Points (“Ardelia Hall Collection”): Munich Central Collecting Point, 1945-1951, Activity Reports And Related Records, Status Of Collecting Point Munich: Transport Lists-Italy, https://www.fold3.com/document/270067592/.

Sitografia

Museo Casa Rodolfo Siviero, www.museocasasiviero.it.

Autore della scheda “Recuperi famosi” per il blog “La Tutela del Patrimonio Culturale”: Caterina Zaru

Scritto in data: 8 maggio 2020

Il contributo è scaricabile in formato pdf al seguente link.

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