È secolare usanza dell’uomo quella di rivolgersi alla divinità nel caso di malanni e di avversità che lo colpiscono. Gli antichi donari scoperti dagli archeologi ci riportano a un’epoca in cui donne e uomini, “per grazia ricevuta”, portavano in dono al santuario statuette e manufatti anatomici con la raffigurazione delle parti del corpo sanate: piedi, mani, organi interni e genitali, orecchie, occhi e via dicendo. Tali oggetti erano lavorati in vari materiali più o meno economici, dal bronzo alla terracotta. Si trattava di una forma di ringraziamento da parte del devoto alla divinità per aver esaudito la sua preghiera, ma non solo: era anche un modo per esaltare l’operato e la potenza di quella dea o di quel dio, informando così tutti coloro che si sarebbero recati presso il medesimo santuario nei giorni a venire. In poche parole, era un modo per dire: “Vedete? Questa divinità mi ha ascoltato! È possibile che ascolti anche voi!”.
Quanti più miracoli la divinità effettuava, tanto più si alimentava il “business” intorno al santuario: sorgevano botteghe, tabernae e la località diveniva famosa per il tempio ospitato.
Il meccanismo antico non si è estinto con l’avvento del Cristianesimo. Nonostante l’evoluzione progressiva della scienza medica, la fede nella divinità è comunque rimasta viva nella cultura contemporanea soprattutto nei momenti difficili. Affidare la propria salute o quella delle persone care nelle mani del divino è un punto fermo nel soggetto umano.
Certamente, il Cristianesimo ha dato il via a una fioritura di ex voto, una pratica che è proseguita sia nei santuari, che nelle più piccole chiese, ma anche nelle strade ed è da sempre espressione di una cultura popolare che accomuna un po’ tutto il mondo.
Se riflettiamo, quello del “voto” corrisponde a un vero e proprio contratto, seppur spirituale, che il devoto stringe con la divinità: la persona si impegna ad effettuare una determinata azione in cambio del favore della divinità cui si rivolge. Nell’antichità vi erano cruenti sacrifici, animali e umani (forse i più noti sono quelli menzionati nell’Antico Testamento); nel caso del Cristianesimo, invece, essendo questa una religione monoteistica, salvifica e con un Dio misericordioso (senza entrare nel merito di un discorso lungo e complesso), lo scambio di parte umana si basa su astensioni di vario tipo (es. digiuni), penitenze, dedicazioni di chiese, edicole o altre strutture, donazioni in denaro destinate al santuario.
Quando parliamo di “ex voto”, la mente ci restituisce un oggetto preciso: un cuore infiammato d’argento, con alcune iscrizioni abbreviate che si possono leggere sulla sua superficie (es. PGR = Per Grazia Ricevuta; G.R. = Grazia Ricevuta; V.F.G.R. = Voto fatto grazia ricevuta; Ex voto suscepto = Secondo la promessa fatta) e delle decorazioni. Con riguardo a queste ultime, si possono trovare raffigurazioni più semplici come elementi floreali abbinati alla fiamma e all’effigie degli angeli, oppure alcuni dei simboli della Passione di Cristo, quindi la croce o la lancia. L’ex voto, talvolta, può essere fissato a un supporto ovale o rettangolare vellutato appeso tramite catenella argentata.

Ma perché il cuore? Il Moroni, uno studioso ottocentesco autore del “Dizionario di erudizione storico ecclesiastica”, provò a darne una spiegazione: «Il cuore è un nobilissimo membro e viscere muscoloso […] situato nel petto è il fonte della vita. È sede stesso dell’affetto, della gioia, della virtù, del dolore. Donare il cuore è lo stesso che dare il cuore».
La donazione del proprio cuore, quale sede dei sentimenti più nobili, giustifica di per sé la forma acquisita dall’ex voto. Probabilmente, però, l’aspetto cuoriforme è stato influenzato anche dalla diffusione di una devozione popolare verso i santi cardiofori, ovvero portatori di cuore, dipinti con questo organo vitale tra le mani come scambio mistico e simbolo di carità e amore divino. A partire in particolare dal XVIII secolo si afferma il culto del Sacro Cuore di Cristo e la spiegazione secondo cui la forma degli ex voto donati dai fedeli rifletta esattamente quella del Sacro Cuore risiede proprio in un linguaggio simbolico: il cuore che il fedele offre è divenuto, attraverso le sofferenze, le avversità della vita e, al contempo, tramite la gratitudine simile a quello di Cristo stesso.


C’è da dire che l’ex voto cuoriforme si è affermato progressivamente come la tipologia maggiormente diffusa ed è ancora in voga forse per il proprio significato “emotivo”, divenendo così un manufatto popolare di produzione seriale e soppiantando altri tipi di ex voto, molto più complessi e artigianali, come le tavolette dipinte. Queste ultime erano vere e proprie raffigurazioni narrative in cui l’osservatore poteva comprendere quale fosse il miracolo richiesto, il luogo in cui era avvenuto e l’identità del fedele che aveva fatto voto.
Se gli ex voto cuoriformi in argento si diffondono particolarmente accanto alle immagini venerate all’interno dei santuari, nonché disposti all’interno di teche rettangolari vicino alle Madonnelle più antiche collocate in strada, alcune immagini sacre sono attorniate da targhe lapidee e in ceramica che ricordano le grazie ricevute, basti pensare alla Madonna dell’Orazione posta in un’edicoletta del 1944 sul muro di cinta del campo sportivo annesso all’Istituto don Orione in viale Trastevere a Roma. Tuttavia, si dovrà dire che non è mai scomparsa l’usanza degli ex voto anatomici, oppure quella di portare in dono gli ausili medici e protesi adoperati prima della guarigione, come si può osservare ancora al Santuario della Vergine della Rivelazione alle Tre Fontane.






Nonostante il loro valore, agli ex voto non si presta più molta attenzione in qualità di opere d’arte. In realtà essi costituiscono testimonianza non solo di tipo devozionale, ma anche in rapporto alle tradizioni, per non contare il fatto che, soprattutto gli ex voto cuoriformi in argento, sono composti di materiale pregiato. Molti di essi sono stati rubati (e in alcuni casi ritrovati) al fine di essere venduti per un immediato guadagno; altri sono stati alienati in epoche non note e arricchiscono le vetrine degli antiquari, alimentando talvolta una richiesta commerciale che si basa su un revival degli oggetti vintage o di quei piccoli prodotti dal gusto malinconico e, a volte, un po’ macabro e gotico abbinati a vasi, cornicette in ferro battuto e fotografie trafugati, purtroppo, dai più antichi cimiteri.
Attualmente, l’ex voto cuoriforme è stato persino “adottato” come oggetto decorativo. Ne esistono di tutti i tipi: colorati, da appendere alle pareti della propria casa, oppure in forma di gioielli personali, dagli orecchini alle collanine.
Inevitabile per un’archeologa è chiedersi: quando i colleghi del futuro ritroveranno tutto ciò, in assenza di fonti scritte (rimarrà per sempre quel che è pubblicato sul web?) che testimonino una moda improvvisamente diffusasi tra le persone vissute negli anni Venti del XXI secolo, penseranno a una “esplosiva” religiosità popolare? Ai posteri l’ardua sentenza. Intanto conoscere il significato degli ex voto, scoprirne le varie tipologie e non rimanere indifferenti davanti alle storie di tante persone che ci hanno preceduto, è il primo passo per tutelare queste piccole opere devozionali e una tradizione che risale a molti secoli fa.
Bibliografia essenziale:
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L. Borello, Ex-voto e religione popolare, in F. Bolgiani (a cura di), Strumenti per ricerche sulla religione delle classi popolari. Problemi di impostazione e di metodo. Il caso di Fossano, 1, Torino 1981, pp. 99-106.
E. Gulli Grigioni, Ex-voto e simbologia del cuore, in S. Antonio di Padova fra storia e pietà. Atti del primo colloquio interdisciplinare su “Il fenomeno Antoniano” (Padova, 10-12 giugno 1976), Padova 1977, pp. 291-300.
J. S. Grioni, Le edicole sacre di Roma, Roma 1975.
G. Moroni, s.v. Ex voto, in Dizionario di erudizione storico ecclesiastica, 103, Venezia 1861.
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Sitografia essenziale:
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Cuore votivo trend, il vero significato religioso, su Holy Blog (17/01/2018): https://www.holyart.it/blog/articoli-religiosi/cuore-votivo-trend-vero-significato-religioso/
Ex voto: qual è il suo significato? Perché sceglierlo in argento?, su FAPS: https://www.fapsparma.com/it/blog/arredi-sacri/ex-voto-cuore-sacro
Furto nella Chiesa di S. Maria della Libera: rubati ex voto e porta ostie, su Napoli Today (30/12/20216): https://www.napolitoday.it/zone/vomero/vomero/furto-chiesa-santa-maria-della-libera.html
V. Giacometti, La Madonna dell’Orazione a Trastevere un “murales di suppliche”, su AciStampa (14/08/2020): https://www.acistampa.com/story/14732/la-madonna-dellorazione-a-trastevere-un-murales-di-suppliche-14732
G. Pesce, A. Testo, N. Turchi, E. Albertario, s.v. Voto, in Enciclopedia Italiana 1937: https://www.treccani.it/enciclopedia/voto_(Enciclopedia-Italiana)/
Porto Torres, rubati i cuori d’argento ex voto della Beata Vergine della Consolata, su La Nuova Sardegna (12/04(2020): https://www.lanuovasardegna.it/sassari/cronaca/2020/04/12/news/porto-torres-rubati-i-cuori-d-argento-ex-voto-della-beata-vergine-della-consolata-1.38711631
Rubati gli ex voto nella chiesa di San Giuseppe, su Messaggero Veneto (25/11/2014): https://www.messaggeroveneto.it/cronaca/rubati-gli-ex-voto-nella-chiesa-di-san-giuseppe-y5vsxxif
Santuario della Vergine della Rivelazione alle Tre Fontane: https://www.grottadellarivelazione.it/
P. Serra, Ritrovati gli ex voto rubati dalla chiesa della Consolata di Porto Torres, 60enne denunciato, su Sassari Oggi (27/04/2020): https://www.sassarioggi.it/cronaca/ritrovati-ex-voto-rubati-consolata-porto-torres-denunciato-27-aprile-2020/
V. A. Sironi, Fede popolare. Negli ex voto lo sguardo degli umili sull’Aldilà e la speranza in Dio, su Avvenire (02/07/2021): https://www.avvenire.it/agora/pagine/negli-ex-voto-lo-sguardo-degli-umili-sullaldil
M. R. Spadaccino, La «Madonnella» di Trastevere che fa miracoli e protegge dietro la fermata degli autobus, su Corriere della Sera (28/10/2024): https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/24_ottobre_28/la-madonnella-di-trastevere-che-fa-miracoli-e-protegge-dietro-la-fermata-degli-autobus-38d99ff9-6c59-457a-a7b6-478f9691dxlk.shtml?refresh_ce
C. Taverna, Ex voto a Roma: la tradizione della “grazia ricevuta”, su CulturSocialArt (23/11/2021): https://cultursocialart.it/ex-voto-a-roma-la-tradizione-della-grazia-ricevuta/
Abstract:
The tradition of ex voto dates back centuries. In this article we reflect both on the change of their meaning from ancient times to today and on the illicit traffic of these objects.
Keyword:
Ex voto; Church; Christianity; tradition; Cultural Heritage; illicit traffic of art and antiquities
Autore del contributo per il blog “La Tutela del Patrimonio Culturale”: Cristina Cumbo
Scritto in data: 20 aprile 2025
Foto di Cristina Cumbo. Ne è vietata la diffusione senza l’esplicito consenso dell’autrice e/o l’indicazione dei credits fotografici, nonché del link relativo al presente articolo.
In copertina: Ex voto in argento vicino alla Madonna dell’Orazione in viale Trastevere, Roma (foto di Cristina Cumbo, aprile 2025)
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Il contributo è scaricabile in formato pdf al seguente link.

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