Il 16 luglio 2026, alle ore 11:00, a Roma, nella sede dell’Ambasciata degli Stati Uniti Messicani in Italia, si è svolta una cerimonia per la restituzione di 27 reperti archeologici all’Ambasciatore S.E. Genaro Lozano da parte del Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Gen. B. Antonio Petti.
Presenti anche la Direttrice dell’Istituto Culturale del Messico in Italia “Tina Modotti”, Dott.ssa Mónica de la Mora Kuri.
Il recupero degli antichi manufatti è il risultato di diverse attività di indagine condotte dai Nuclei TPC di Roma, Monza, Firenze e Ancona, coordinate dalle rispettive Procure di Milano, Firenze, Brescia, Monza, Venezia e Ancona, che hanno convalidato il sequestro dei beni della cultura messicana. I reperti, sottoposti a studi tecnici per certificarne l’autenticità e la provenienza, coprono un vasto arco temporale e provengono da diverse aree archeologiche di quel Paese.
Tra i beni sequestrati si annoverano miniature fittili e statuette antropomorfe in terracotta, testine teotihuacane, reperti fossili risalenti al periodo Cretaceo superiore e piccoli vasi in ceramica. Tutti i manufatti appartengono alla cultura messicana e provengono da luoghi di importante interesse storico-culturale. Le Autorità dell’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia del Messico (INAH) li hanno identificati come monumenti archeologici mobili di proprietà dello Stato, definiti e protetti ai sensi della legge federale sui monumenti e le zone archeologiche, artistiche e storiche. Il valore economico complessivo dei beni è stato valutato in alcune decine di migliaia di euro, in considerazione della loro elevata importanza storico-culturale e scientifica.



Dettaglio delle operazioni:
- Nucleo di Firenze e Ancona: nell’ambito di due distinte attività di verifica svolte congiuntamente a personale del Ministero della Cultura presso due collezioni private a Firenze e ad Ancona, i militari hanno accertato la detenzione illegittima di alcuni beni. Tra questi, 2 reperti appartenevano al patrimonio indisponibile del Messico ed erano privi di documentazione probatoria che ne attestasse il legittimo possesso e l’importazione nel territorio nazionale.
- Indagine e-commerce (Firenze): sono stati importati illecitamente anche i 16 reperti individuati dal Nucleo TPC di Firenze a seguito di una segnalazione dell’Interpol peruviana che indicava la vendita in Italia di beni culturali di quel Paese su una nota piattaforma di e-commerce. Gli accertamenti successivi e la perquisizione domiciliare hanno permesso di recuperare numerosi beni archeologici di provenienza straniera, tra cui i manufatti originari degli Stati Uniti Messicani.
- Nucleo di Roma: nell’ambito di un’attività info-investigativa finalizzata al contrasto della commercializzazione di beni archeologici precolombiani importati illegalmente, il Nucleo di Roma ha individuato e sequestrato 2 statuette in terracotta riconducibili al primo periodo classico mesoamericano (100-400 d.C.) e appartenenti alla cultura Maya.
- Controllo doganale (Venezia): durante un servizio coordinato con il personale dell’Agenzia delle Dogane, i militari del Nucleo TPC di Venezia hanno individuato, all’interno di una spedizione proveniente da Santa Catarina (Nuevo León, Messico), 3 beni di eccezionale interesse paleontologico. Si tratta di pesci fossili in ottimo stato di conservazione e di inestimabile valore storico-scientifico, risalenti al periodo Cretaceo superiore e presumibilmente provenienti da un affioramento della Formación Agua Nueva nel Messico Nord-Orientale.
- Consegna spontanea (Monza): i Carabinieri del Nucleo TPC di Monza, a seguito della consegna spontanea di 286 manufatti archeologici da parte di un cittadino italiano, hanno individuato tra questi 1 ciotola tripode proveniente dal Messico, successivamente riconosciuta e rivendicata dall’Ambasciata messicana in Italia.
- Rinvenimento ereditario (Milano/Monza): nel 2025, a seguito del censimento dell’eredità di un privato, sono stati recuperati diversi reperti e frammenti di natura archeologica segnalati al Nucleo TPC di Monza. Il successivo esame scientifico condotto dalla funzionaria archeologa ha evidenziato la presenza di 4 reperti verosimilmente provenienti dal Messico, dei quali sono state ufficialmente riconosciute 3 testine teotihuacane, prodotte nell’altopiano centrale messicano tra il 200 a.C. e il 650 d.C.
L’evento odierno testimonia, ancora una volta, come solo attraverso la stretta e fattiva sinergia tra le Autorità messicane, l’Autorità Giudiziaria e i Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale si possa garantire, anche a distanza di tempo, la ricomposizione di percorsi storici, culturali e sociali. La restituzione alla collettività degli Stati Uniti Messicani di beni preziosi e unici, ormai creduti dispersi, restituisce l’identità ai luoghi dai quali erano stati illegittimamente sottratti.
Comunicato stampa ufficiale del Comando Carabinieri TPC, che si ringrazia per il cortese invio.

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Admin. Cristina Cumbo

