Terminata via delle Fornaci e svoltando immediatamente sulla destra prima della Galleria Principe Amedeo di Savoia-Aosta, inizia il percorso delle Mura Gianicolensi, fatte erigere da papa Urbano VIII Barberini nel 1643.
Lungo una strada tortuosa e verdeggiante che si estende ai piedi del Gianicolo (viale delle Mura Aurelie), costeggiando immense proprietà nascoste tra le fronde di alberi che ricordano quei paesaggi perduti e malinconici di Ettore Roesler Franz, si giunge a un piccolo slargo, poco prima di Porta San Pancrazio (o Porta Aurelia).

Si scorge qui un’edicola in travertino, contenente una statua di Sant’Andrea, apostolo tipicamente connotato dalla croce decussata tenuta sulle spalle. Questo monumento ha una storia ben precisa che lo caratterizza, ricollegata a un furto avvenuto nell’antichità e a uno in tempi più recenti.
Il 14 marzo 1848 la reliquia della testa di Sant’Andrea, conservata in Vaticano sin dal 1640, venne rubata. Per il suo ritrovamento, fu posta una taglia di ben 5000 scudi. Dopo pochi giorni, il 1° aprile dello stesso anno, il capo del santo venne rinvenuto “presso la Porta San Pancrazio”. Fu in tale occasione che il pontefice Pio IX decise di costruire l’edicola per ricordare il “miracoloso” avvenimento. Alla base di quest’ultima, venne dunque scolpita l’iscrizione:
Andreae Apostolo Urbis Sospitatori Pius IX Pont. Max. hic ubi caput eius furto ablatum reperit monumentum rei auspicatiss. dedic. AN. MDCCCXLVIII.

Il tempietto, sormontato da una cupoletta, fu realizzato dal Cav. Gaetano Morichini, mentre la statua contenuta al suo interno fu opera di Carlo Aureli.
Se in un primo episodio, venne rubata la reliquia vera e propria di Sant’Andrea da San Pietro in Vaticano, in un secondo momento fu la testa marmorea della statua ad essere trafugata.
Siamo ancora nel mese di marzo, stavolta del 2014: la testa di Sant’Andrea scompare. La statua, già rubata integralmente nel 2006 e ritrovata tra Cerveteri e Bracciano, è stata decollata. Scattano le indagini.
Solo a dicembre 2014 i Carabinieri di Ladispoli comunicano la notizia del ritrovamento nella zona del Boietto relativa alla cittadina posta a nord di Roma, sul litorale.

La scultura non è sola: si trova insieme ad altre teste di marmo, tutte false secondo la valutazione della Soprintendenza. Erano pronte ad essere immesse insieme sul mercato nero delle opere d’arte.
Oggi Sant’Andrea come si presenta? Ancora decollato, ma possiamo almeno essere certi che la sua testa marmorea sia stata recuperata. La reliquia conservata in Vaticano, invece, fu restituita da Paolo VI nel 1964 a Patrasso, da cui era stata portata via nel lontano 1462.

Bibliografia essenziale:
BeWeb, Bottega romana (1860), Edicola fuori Porta San Pancrazio.
L. Cicillini, Brillante operazione dei Carabinieri di Ladispoli: ritrovata la testa in marmo dell’apostolo Sant’Andrea, rubata al Gianicolo, su Centro Mare Radio (05.12.2014).
Comune di Cerveteri, Rassegna stampa del 09.12.2014.
C. Rendina, Sant’Andrea, il santo ‘bagnato’, su La Repubblica (25.11.2001).
Autore del contributo per il blog “La Tutela del Patrimonio Culturale”: Cristina Cumbo
Scritto in data: 30 giugno 2020
Il contributo è scaricabile in formato pdf al seguente link.
Per ciò che concerne le foto di Cristina Cumbo, ne è vietata la diffusione senza l’esplicito consenso dell’autrice e/o l’indicazione dei credits fotografici, nonché del link relativo al presente articolo.
In copertina: Mura Gianicolensi (foto di Cristina Cumbo)
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