Non sono molte le feste tradizionali ancora vive nel cuore di Roma, ma una in particolare è stata tramandata, costituendosi come un momento di riunione del popolo trasteverino e di tutta la città: la Festa de’ Noantri, ovvero la festa della Madonna del Carmine.
All’origine della Festa de’ Noantri vi è una terribile tempesta, cui seguì il ritrovamento, da parte di alcuni pescatori, al largo di Fiumicino, di una cassa entro cui era custodita una statua in legno di cedro della Vergine Maria, che fu portata su una barca, navigando il Tevere, fino alla Basilica di San Crisogono. I pescatori, quindi, la donarono ai Carmelitani della Congregazione di Mantova che, in quel tempo, risiedevano presso il convento trasteverino e amministravano la chiesa.
L’usanza di portare in processione la statua, riccamente abbigliata e ingioiellata, collocata su una macchina e accompagnata dai membri dell’Arciconfraternita del SS. Sacramento e di Maria Santissima del Carmine, risale ai primi anni del Seicento e aveva inizio proprio nella nota basilica trasteverina; al termine della manifestazione religiosa, la statua veniva prima esposta a San Crisogono e poi ricollocata nell’oratorio dell’Arciconfraternita.
Tuttavia, la vera e propria Festa de’ Noantri (ovvero “di noi altri”, contrapposti a “voi altri” al di là del Tevere), così come la conosciamo oggi, fu celebrata per la prima volta nel 1927 e la statua, custodita nella chiesa di Sant’Agata – affidata all’Arciconfraternita del Carmine quando, alla fine dell’Ottocento, l’oratorio, fatto edificare da Scipione Borghese in piazza Sonnino, fu demolito per l’apertura di viale del Re (poi viale Trastevere) –, non è quella antica della “leggenda”. Si tratta, invece, di una scultura più recente, realizzata dai fratelli Fascina, membri dell’Arciconfraternita.

La processione aveva inizio con il passaggio dei bersaglieri, ospitati nella caserma di via Anicia, vicino alla chiesa di San Francesco a Ripa e, ancora oggi, i militari sono una presenza costante in occasione di questo evento che si celebra il primo sabato dopo la festa della Vergine del Carmelo, fissata al 16 luglio.
La Festa de’ Noantri si svolge, infatti, in tre giorni. Il primo giorno – che quest’anno cade il 20 luglio – la processione parte da Sant’Agata in Largo San Giovanni de’ Matha, percorre via della Lungaretta, via della Luce, via dei Genovesi, passa su Largo Anicia, via Anicia, piazza San Francesco d’Assisi e via di San Francesco a Ripa fino a riprendere viale Trastevere, via Emilio Morosini, via Roma Libera, piazza di San Cosimato, via Luciano Manara, via delle Fratte di Trastevere, ancora una volta viale Trastevere, terminando nella basilica di San Crisogono, dove la statua è accolta dalla Fanfara dei bersaglieri.


Qualche giorno dopo – quest’anno il 28 luglio – c’è la tanto attesa processione della “Madonna fiumarola”, che rievoca l’arrivo della statua della Vergine del Carmelo a San Crisogono su una barca che naviga sul fiume Tevere. La statua parte dall’imbarcadero del Circolo Canottieri Lazio e Roma, dove avviene la vestizione, per arrivare all’imbarcadero di Calata degli Anguillara, vicino Ponte Garibaldi. La processione, accompagnata dalla banda musicale della Polizia Locale di Roma Capitale, si avvia da piazza Giuseppe Gioacchino Belli fino alla Basilica di Santa Maria in Trastevere, dove la statua rimane fino al lunedì successivo.
Dopo la messa delle 6:30 del mattino, la scultura “riparte” alla volta di Sant’Agata. Durante la celebrazione sono benedette e distribuite delle rose; poi la processione inizia da Santa Maria in Trastevere percorrendo tutte le vie storiche di Trastevere, approdando infine a Largo San Giovanni de’ Matha.
Un tempo le varie processioni erano accompagnate anche da addobbi floreali alle finestre, da canti sacri, drappi bianchi e azzurri, dal volo di colombe davanti San Crisogono e dal suono delle campane di Santa Rufina, Sant’Apollonia (demolita alla fine dell’Ottocento) e di Santa Maria in Trastevere.
Oggi, invece, ci sono i fuochi d’artificio a chiudere la festa in onore della Vergine protettrice dei trasteverini. La celebrazione, ancora molto sentita nel rione Trastevere e da tutti i (pochi) romani doc rimasti in città, attrae anche numerosi turisti che, ogni anno, si schierano rigorosamente sul Lungotevere e su Ponte Garibaldi pronti a riprendere, con i lunghi obiettivi delle macchine fotografiche, la statua della Madonna che risale le acque del “biondo” Tevere.
Bibliografia e sitografia essenziali:
L. Huetter, Tradizioni romane. La festa de’ Noantri, in Capitolium, 28 (1953), pp. 247-252.
Venerabile Arciconfraternita del Santissimo Sacramento e di Maria Santissima del Carmine (a cura di), La Confraternita del Carmine nella Chiesa di S. Agata in Trastevere, Roma s.d.
R. A. Staccioli, La festa de Noantri, gli etruschi, i trasteverini e… i romani, in Strenna dei Romanisti, 40 (1979), pp. 567-573.
https://www.diocesidiroma.it/festa-de-noantri-un-valore-per-tutta-la-citta
https://www.festadenoantri.it/index.php/le-processioni
https://www.laboratorioroma.it/la-festa-de-noantri.html
https://www.tiberland.it/it/evento/festa-de-noantri-00001
Autore del contributo per il blog “La Tutela del Patrimonio Culturale”: Cristina Cumbo
Scritto in data: 31 maggio 2026
Foto di Cristina Cumbo. Ne è assolutamente vietata la diffusione senza l’esplicito consenso dell’autrice, che comporta l’indicazione dei credits fotografici e del link relativo al presente articolo.
In copertina: Roma, Trastevere. Processione della Madonna de’ Noantri (foto di Cristina Cumbo, 20 luglio 2024)
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